“Turbolenze cinesi” agitano i giorni prima dello Special Event dell’iPhone 15

Apple sta cercando di scongiurare una crisi in Cina pochi giorni prima del lancio dei nuovi iPhone 15, che sarà annunciato in streaming video martedì prossimo, 12 settembre.
La Cina è il più grande mercato internazionale per Cupertino, e il Governo di Pechino sta vietando ai funzionari pubblici l’utilizzo dell’iPhone ufficialmente per non meglio precisati “motivi di sicurezza”, in più in questo momento Huawei ha lanciato sul mercato un nuovo smartphone antagonista degli iPhone.
Tuttavia, secondo alcuni la più grande minaccia per Apple potrebbe essere la rinascita del nazionalismo cinese che sarebbe in grado di influenzare i consumatori a non acquistare l’iPhone e altri dispositivi di marca straniera. È già accaduto, quasi cinque anni fa, con un forte calo degli iPhone XS e XR che costrinsero Tim Cook a un profit warning che determinò un crollo del titolo azionario Apple. Il numero uno di Cupertino arrivò alla conclusione che la causa della crisi fu proprio il nazionalismo cinese.
Nel 2019 c’è stata un’altra flessione delle vendite in Cina per via delle tensioni tra Pechino e l’amministrazione Trump, che aveva inserito nella lista nera Huawei, esponendo così le aziende americane come Apple a ritorsioni. E infatti le entrate cinesi di Apple nell’anno fiscale 2019 e 2020 diminuirono, salvo poi riprendersi nel 2021. Un quinto delle vendite degli iPhone sono generate dalla Cina, che è anche il cuore della catena di approvvigionamento di Apple.
La domanda ora è se Cupertino sarà costretta a fronteggiare una nuova crisi come quella del 2019. I divieti governativi sono un segno inquietante, ai dipendenti delle agenzie e delle aziende statali il divieto di usare il iPhone in ufficio si estende sempre di più. La notizia ha fatto scivolare le azioni Apple negli ultimi due giorni, che hanno perso 190 miliardi di dollari di valorizzazione.
Al momento, negli Stati Uniti sotto i riflettori è finita nuovamente Huawei, e il principale produttore cinese di chip, Semiconductor Manufacturing International Corp., che sembra aver violato le sanzioni americane fornendo componenti avanzati per il nuovo telefono Huawei. Come ritorsione è stata avanzata la proposta di vietare TikTok, di proprietà della cinese ByteDance.
In questo contesto, il sentimento anti-Apple si è diffuso sui social media cinesi. A un certo punto si è sparsa la voce che China Mobile – il gestore mobile più importante del Paese – non avrebbe venduto l’iPhone 15, cosa che è stata però seccamente smentita dallo stesso operatore telefonico.
Un video pubblicato online mercoledì mostrava l’Apple Store di Guangzhou incredibilmente affollato, ma molti commenti erano dichiaratamente anti-Apple: “Finché le persone in cerca di lavoro usano un telefono Apple, non li assumerò”, ha commentato uno. Altri utenti hanno scritto che “non compreranno mai un telefono Apple” e “saranno orgogliosi di acquistare un Huawei”. Un altro ha aggiunto: “Perché non possiamo vietare le vendite di Apple mentre gli americani hanno vietato Huawei?”
L’anno scorso, la Cina ha ordinato alle sue agenzie governative e alle società statali di sostituire i computer stranieri con alternative nazionali entro il 2024, cosa che però non ha avuto ripercussioni per Apple, visto che le vendite dei Mac nel secondo trimestre sono cresciute del 17% in Cina, secondo i dati di Canalys.
Tuttavia, non c’è ancora alcun segno di crisi per gli iPhone in Cina, infatti Apple è stata uno dei pochi produttori di smartphone a vedere crescere le vendite nel secondo trimestre, secondo una indagine di mercato di IDC.
Infine, è il caso di evidenziare che la Cina non ha molti motivi per boicottare gli iPhone, infatti per Apple lavorano milioni di lavoratori.


2 commenti
“Trubolenze “?
🤦🏼♂️ ooops… ho corretto grazie 🕸