Moof! Il bilancio del Giuda di Apple

Jean-Louis Gassée ha scritto un articolo dal sapore amarcord per celebrare quando, 40 anni fa, fu assunto da Apple. La firma del contratto avvenne a Ginevra il 12 dicembre del 1980 presso la sede di Apple Europa, esattamente nel giorno dell’IPO di Apple che trasformò istantaneamente Steve Jobs, Steve Wozniak ed altri in milionari.
Gassée aveva dimostrato notevoli doti organizzative quando era in HP e Data General, e grazie anche ad una certa liberà d’azione che gli lasciò il suo diretto superiore, riuscì a far diventare Apple France la divisione di Cupertino più prospera al di fuori degli Stati Uniti.
Gassée ricorda che fini da quando lavorava in HP ambiva ad un posto di direzione tecnica, e il suo sogno si avverò nel 1985 quando divenne responsabile della divisone Apple che si occupava dello sviluppo Macintosh, il posto che era stato occupato poco prima da Steve Jobs.
Quello che non dice Gassée nel suo articolo è che fu lui nel 1985 ad avvisare il CEO di allora John Sculley (a sinistra nella foto), della trappola cinese ordita da Jobs per estromettere lo stesso Sculley e prendere lui il comando. In seguito a questo evento, Sculley sollevò da qualsiasi incarico operativo Jobs (che poco dopo lascerà Apple), ed affidò a Gassée il vecchio incarico di Jobs di occuparsi dei Mac.
Gassée ammette che il suo sogno divenne ben presto un incubo perchè non riuscì a risollevare le sorti del Macintosh oramai in crisi, e cinque anni più tardi fu messo alla porta da Sculley.
Il licenziamento da Apple fu positivo dal punto di vista professionale, racconta Gassée, perchè gli diede le motivazioni e lo spunto per fondare Be, che in seguito sviluppò il sistema operativo BeOS, al quale sembrava fortemente interessato il CEO di Apple Gil Amelio, che però alla fine preferì acquisire NeXTStep di Steve Jobs, una scelta “frustrante”, ammette Gassée.
Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione.


2 Comments
Moof! è una rubrica inutile dove riciclare stupidaggini come questa. Il metro per valutare JLG è cosa è stato in grado di mettere in piedi. In pochissimi anni, da 1991 al 1996 la sua azienda ha preparato dal nulla un sistema operativo e dir poco sbalorditivo introducendo in epoca ODBC un filesystem che permetteva di creare attributi personalizzati come specie di campi di un database. Ai tempi se volevi registrare registrare in grezzo la TV con una scheda BT avevi un modo solo senza cambiar computer ed era installare BeOS. La sporca decina di programmatori che ne ha creato le basi oggi occupa posti di assoluto rilievo ovunque, chi è a capo dello sviluppo di Android, chi ha scritto il prossimo kernel di Google, chi ha deciso tutto su APFS, etc. JLG è stato imbattibile nelle selezioni del personale, ed è stato decisamente meno capace di finanziare la sua compagnia, e in questo Jobs poteva insegnargli tutto. Il vero problema di Apple in quegli anni è stato l’avere un vertice che mostrava la porta a chiunque avesse idee diverse. Questo ha accomunato il destino di entrambi, avevano la stessa visione ed entrambi erano convinti che senza innovazione Apple avrebbe presto avuto bisogno di comprare un nuovo sistema operativo per stare sul mercato. Jobs aveva il vantaggio di chi era partito prima, senza pretesa di sminuirne il significato, ed era stato anche il primo ad esser messo alla porta. Se oggi guardi con ammirazione come Apple possa passare da un hardware ad altri sappi che Be Inc. fece lo stesso progettando BeOS sui processori Hobbit di AT&T, per poi portarlo sui Mac e infine sui PC con un’eleganza che è un marchio di fabbrica di Apple, oggi però, non ieri, la Apple di quegli anni sopravviveva sulle glorie del passato. Guarda quanti anni ha venduto Apple II e chiediti se sia stato davvero positivo per gli utenti Apple? La risposta si chiama Windows con cui si cementò un monopolio senza pari non per cloni dei Mac, come racconta la vulgata popolare, i clienti comparavano il software o cosa potevano farci, e decidevano.
Con il garbo che da sempre contraddistingue i tuoi commenti su questo blog, hai frainteso l’articolo. Se lo rileggi attentamente, ti accorgerai che ho riportato le considerazioni di Jean-Louis Gassée nel suo articolo “Joining Apple 40 Years Ago”, in cui fa un bilancio della sua esperienza in Apple, non in Be Inc o della sua vita professionale in generale.
Per quanto riguarda BeOS, Gassée ne parla solo per rammaricarsi che quando Apple cercava un sistema operativo, fu preferito quello sviluppato dalla NeXT di Steve Jobs.
Che sia stato Gassée a fare la spia quando Jobs voleva estromettere Sculley, e a prendere il posto di Jobs è storia.