Recensione: macOS Big Sur, il degno successore di Mac OS X e dell’interfaccia Aqua

Nel 2000 ho installato Mac OS X Public Beta sul mio Mac, era l’inizio di una nuova era per il Macintosh, che abbandonava definitivamente il sistema operativo “classic”. Poi, non senza un piccolo disappunto, ho assistito ad un trasformazione del nome che è passato da Mac OS X a macOS, e quindi anche all’abbandono dei nomi dei felini per quello di famose località della California.
Vent’anni dopo ho installato macOS Big Sur 11 sul mio Mac. Apparentemente il nome è nel segno della continuità, ma il realtà il numero di versione testimonia un altro passaggio storico: l’era di Mac OS X è davvero finita. macOS Big Sur è l’inizio di un’epoca radicalmente nuova nella vita del Mac.
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macOS Big Sur ha anche il compito di traghettare gli utenti verso la quarta transizione Apple, la terza per quanto riguarda i processori, che vedrà i Mac con chip progettati da Apple sostituire nel giro di due anni tutti gli attuali Mac Intel. Questi processori nascono da una costola di quelli realizzati per iPhone e iPad, molte app per iPad si potranno utilizzare su Mac insieme ad altre realizzate appositamente per i Mac Apple Silicon. Con enormi cambiamenti all’hardware Mac che si profilano all’orizzonte, Apple ha apportato anche la più grande modifica all’interfaccia utente di macOS dal lancio di Mac OS X.
Apple ha l’abitudine di rilasciare un certo numero di versioni di macOS all’insegna della stabilità e della continuità, poi ogni tanto ne rilascia una “rivoluzionaria”, ma le ultime due versioni non hanno seguito questa consuetudine. Infatti, l’anno scorso con il rilascio di Catalina è stato interrotto il supporto per le applicazioni 32bit, cosa che – sebbene abbondantemente annunciata tre anni prima – ha generato frustrazione e problemi ad utenti e sviluppatori. Poi quest’anno è arrivato macOS Big Sur che rivoluziona l’intera interfaccia utente così in profondità, che in confronto quella di macOS 10.10 Yosemite passa addirittura inosservata. Probabilmente si è trattata di una mossa “strategica” di Apple che ha voluto evitare che il nuovo corso inaugurato con Big Sur potesse essere associato al “trauma” che invece ha causato Catalina.
macOS 11 o macOS 10.16?
Per evitare problemi di compatibilità software, Big Sur verrà identificato sia come versione 10.16, sia come 11.0. Infatti, al momento di installare un nuovo software, questo esegue un rapido controllo sulla versione di sistema in esecuzione, e dal momento che per vent’anni la numerazione di macOS è stata 10-punto-qualcosa, molte applicazioni e script nell’eseguire questo controllo “guardano” solo il numero finale.
Ad esempio: su un Mac con installato macOS versione 10.11, verrebbe preso in considerazione solo il numero dopo il punto, quindi l’11, che corrisponde a El Capitan. Di conseguenza, con Big Sur 11.0 questa verifica potrebbe generare una falsa incompatibilità perché lo zero indurrebbe a pensare che su quel Mac è in esecuzione Mac OS X 10.0 Cheetath del 2001, mentre quell’applicazione, ad esempio, richiede macOS 10.13 High Sierra e successivi.
Il successore di Big Sur
Apple ha rilasciato direttamente macOS Big Sur 11.0.1, e poi macOS Big Sur 11.1 Beta agli sviluppatori, quindi il prossimo sistema operativo sarà macOS 12, in pratica verrà seguito lo schema di numerazione di iOS e iPadOS.
Nuovo design
Quando Apple apporta importanti modifiche all’interfaccia utente del sistema operativo, inizialmente lo fa in una maniera un po’ estrema. Basti pensare a quando Steve Jobs nel presentare l’interfaccia Agua di Mac OS X disse “Abbiamo fatto sembrare i pulsanti così belli che vorrete leccarli”. Gli utenti Pro quasi insorsero giudicandola adatta ad un computer per bambini, ma con il susseguirsi delle versioni alcuni eccessi sono stati attenuati fino a quando la GUI è diventata quasi noiosa e ora viene sostituita con un design tutto nuovo (lo stesso è capitato con il passaggio da Mac OS 7.6 a Mac OS 8).

Ci sono sicuramente alcuni cambiamenti aggressivi nel design di macOS Big Sur che ancora una volta faranno insorgere i veterani del Mac, io stesso sono rimasto perplesso per alcune scelte, e credo (spero) che almeno un paio di queste verranno ripensate già la prossima estate quando verrà presentato il successore di Big Sur, tuttavia la prima versione del sistema operativo del futuro per i Mac è promossa a pieni voti. E Big Sur ha un grande pregio: chi utilizza iPhone e iPad – quindi la maggior parte degli utenti Mac – si sentirà subito a proprio agio.
Finestre ad alto contrasto
Le finestre in Big Sur sono molto bianche (o grigio molto scuro nella modalità scura). La prima volta che si guarda una finestra del Finder di Big Sur, ci si rende conto che il Mac che si conosce da anni non c’è più.

Apple ha scelto la luminosità pura (o in modalità oscura, l’oscurità): il gradiente grigio della barra del titolo e della barra degli strumenti è sparito, sostituito da uno spazio bianco (o grigio molto scuro) popolato con i contenuti di entrambi il titolo della barra e la barra degli strumenti, il tutto compresso in una singola riga di elementi. Le icone della barra degli strumenti sono semplici glifi che si evidenziano quando si passa sopra con il mouse. Il titolo, una volta al centro della barra della finestra, è stato allineato a sinistra e l’icona proxy nascosta (finché non si passa sopra con il mouse). I pulsanti Indietro e Avanti si trovano all’estrema sinistra. La casella di ricerca non c’è più, appare quando si clicca sulla lente d’ingrandimento.

Apple ha anche alterato la geografia della finestra del Finder, una anticipazione si è avuta con le applicazioni Musica, Podcast, Promemoria e Mappe in macOS Catalina. Fino adesso, una finestra Mac era pensata come un singolo spazio con una barra del titolo e una barra degli strumenti che si estendeva per tutta la sua larghezza, e al suo interno ci poteva essere un’area con il contenuto o una barra laterale più un’area con il contenuto. Con Big Sur tutto è diverso. La finestra è sezionata in due, con la barra laterale e i pulsanti del “semaforo” rosso/giallo/verde a sinistra (con uno sfondo leggermente traslucido), e a destra la barra del titolo, la barra degli strumenti e l’area con i contenuti.
SF Symbols, la libreria di glifi di Apple, è stata aggiunta a macOS con Big Sur e armonizza le barre degli strumenti e le barre laterali. L’aspetto dei glifi colorati nelle barre laterali (i preferiti nel Finder sono blu, ad esempio) è piacevole. Anche il “triangolo di apertura” su cui fare click per rivelare il contenuto di una cartella è stato ridotto: ha perso il suo terzo bordo e il colore di riempimento grigio, ora è una freccia. Appare anche nelle barre laterali per comprimere o espandere elenchi di sotto-elementi, sostituendo la parola “Nascondi” che appare in Catalina.
Mentre la densità nella barra degli strumenti è aumentata, il resto della finestra si è distanziato. C’è molto più spazio tra i pulsanti “semaforo” e il bordo della finestra, e lo stesso vale per lo spazio bianco aggiuntivo sopra e a destra delle barre del titolo/barra degli strumenti.
Tutte queste modifiche non sono disponibili per tutte le applicazioni di sistema, come ad esempio TexEdit e neppure per quelle Apple come Pages dove la barra del titolo risulterà bianca (o grigio scuro) e il nome del titolo in grassetto sarà ancora centrato.
Più spazio… per il touchscreen?
Anche se Craig Federighi, responsabile degli ingegneri software di Apple, si è affrettato a dire che l’obiettivo non portare il touchscreen sui Mac, molte cose fanno pensare l’esatto contrario. L’aggiunta di più spazio tra i vari elementi dell’interfaccia utente di Big Sur è un tema ricorrente. Apple ha anche reso la barra dei menu più alta (oltre a renderla traslucida). I menu ora presentano bordi curvi nella parte alta, e c’è spazio aggiuntivo anche tra ogni voce di menu.

Sembra quasi che Apple si stia preparando per un futuro in cui gli schermi dei Mac supportano il touchscreen, in modo da poter toccare una voce di un menu con il polpastrello del dito senza “colpire” anche la voce che si trova immediatamente sopra e sotto. Questa aggiunta di spazio probabilmente non ha grosse ripercussioni sui display degli iMac, ma comporta qualche problema su quello dei portatili, ad esempio sul mio MacBook Pro 16” ho dovuto disattivare l’impostazione del monitor “Più spazio” perché tutto era diventato molto piccolo rispetto a Catalina.

Altro tema dominante della GUI di Big Sur è l’arrotondamento dei bordi, dalle finestre alle voci di menu, dagli avvisi, al Dock, alle icone… apparentemente sembra una scelta coerente e in linea con la maggior parte dei nuovi dispositivi hardware di Apple, che hanno abbandonato i bordi taglienti. Ma non capisco perché Apple non abbia arrotondato gli angoli dello schermo in Big Sur (come erano in precedenza) per farli sembrare curvi. Gli angoli retti all’angolo del mio display stridono con il resto di Big Sur.
A proposito di icone, Apple ha ridisegnato tutte le icone delle sue app adottando lo stile “quadrato-rotondeggiante di iOS/iPadOS. Anche in questo caso la scelta appare coerente se non addirittura obbligata dal momento che sui Mac Apple Silicon sarà possibile installare ed utilizzare le app di iPadOS (e iOS), e in questo modo tutto apparirà più in armonia soprattutto nel Dock.
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Tuttavia alcune icone di sistema di Big Sur presentano una stridente incongruenza: l’oggetto che dovrebbe essere centrato all’interno del quadrato, è invece spostato su un lato e fuoresce dal mordo, come nel caso di Utility Disco, Anteprima e Scacchi. Non solo questi elementi rompono la silhouette della forma rotonda e rettilinea, che rovina l’intero icona, ma non sono nemmeno posizionati in modo coerente: sono tutti visti da prospettive un po’ diverse.
Inoltre, Apple afferma che il livello di dettaglio delle nuove icone Mac vuole essere un omaggio alle icone del passato di OS X. Tuttavia, alcuni dettagli si apprezzano solo guardando l’icona alla massima risoluzione, riducendo le dimensioni l’elegante ombreggiature di Messaggi conferisce all’icona un aspetto “polveroso”, e lo stesso avviene con la riga di testo sulla busta di Mail, che rappresenterebbe il mittente, ma nel Dock sembra un errore.
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Al momento e probabilmente per molto tempo ancora, le nuove icone di sistema e quelle vecchie delle applicazioni di terze parti coesisteranno ancora, perché ogni sviluppatore dovrà aggiornarle.
Ovviamente anche il Dock ha subito un restyling. È più traslucido ma non ci sono problemi di leggibilità con le icone come non ci sono con il testo nella barra dei menu, adesso fluttua un po’ più lontano dal bordo della finestra, c’è maggiore spazio tra un0icona l’altra e, naturalmente, gli angoli sono stati arrotondati in modo “aggressivo”.
Rivoluzione barra dei menu
Un altra importante novità introdotta da Big Sur riguarda la barra dei menu nell’angolo in alto a destra, dove fanno il loro debutto un Centro di controllo e un Centro notifiche completamente ridisegnati. Dal punto di vista estetico, sono rimasto impressionato, ma alcune scelte risultano ancora una volta incoerenti.
Il Centro di controllo include Wi-Fi, Bluetooth, AirDrop, Non disturbare, luminosità della tastiera, AirPlay Display, luminosità del display e relativi controlli, livello del volume e altri controlli audio e un elemento In riproduzione per il controllo multimediale. Molti di questi controlli sono semplici cursori e pulsanti, ma quando si passa il mouse sopra appare una freccia ( > ) e cliccandola si accede ad ulteriori impostazioni per quel controllo.

Ancora una volta non tutto appare coerente, infatti è possibile rimuovere alcuni elementi dal Centro di controllo (dal nuovo pannello “Dock e barra dei menu” in Preferenze di Sistema), ma non altri. L’idea di base è buona, è possibile spostare molte icone nella barra dei menu nel segno della tradizione oppure avere un unico posto dove regolare molte impostazioni del Mac, ma ci vorrebbe personalizzazione e coerenza.
In pratica, Apple ha raggruppato una serie di controlli in un singolo sottomenu, invece di offrire singole voci nella barra dei menu come è accaduto fino adesso. Fortunatamente, se si desidera avere uno di questi controlli singolarmente nella barra dei menu, quindi “alla vecchia maniera”, è sufficiente trascinarlo fuori dal Centro di controllo e posizionarlo dove è più comodo nella barra dei menu per aggiungerlo (ma rimane anche nel Centro di controllo).

Per accedere al nuovo Centro notifiche bisogna fare click sull’orologio nella barra dei menu, anziché sull’icona precedente delle tre linee del Centro notifiche. Sono favorevole a ridurre il disordine nella barra dei menu, ma per me questo non ha senso. Il Centro notifiche non è in alcun modo correlato all’orologio (ho dovuto consultare la documentazione Apple per capire come accedere al Centro notifiche). Apple dovrebbe aggiungere una icona nella barra dei menu per accedere al Centro notifiche, separata dall’orologio. L’atro sistema per accedere al Centro notifiche è scorrere con due dita partendo dal lato destro del trackpad.
A parte la strana fusione tra l’orologio e il Centro notifiche, bisogna fare i complimenti agli ingegneri di mamma Apple perché il Centro notifiche di Big Sur è nettamente migliore e più pratico. È finita la separazione tra le visualizzazioni Oggi e Notifiche: c’è un’unica visualizzazione con le notifiche in alto e i widget in basso. Le notifiche sono ora raggruppate per applicazioni e sono limitate a pochi slot, con un pulsante più sotto “altre # notifiche” per leggere le altre, in modo che non venga occupato tutto lo spazio. È un approccio più simile a iOS ed è un netto miglioramento.

Sotto le notifiche, però, è dove inizia davvero il divertimento. I widget con il nuovo stile di iOS 14 e iPadOS 14 sono presenti anche in Big Sur. I widget sono disponibili in tre dimensioni e si possono configurare per visualizzarli come si preferisce. Dubito che i widget per Mac avranno lo stesso strepitoso successo su iPhone o iPad, ma sono contento che esistano. Sarebbe bello se Apple offrisse la possibilità un giorno di trascinare i widget fuori dal Centro notifiche per posizionarli sul desktop.

Applicazioni di sistema
Come sempre, quando viene rilasciato un nuova versione di macOS, anche le applicazioni di sistema vengono modificate. Quest’anno Apple ha apportato una serie di novità rilevanti a Safari, che, per quelli di che non utilizzano un browser Web alternativo, probabilmente è l’applicazione più utilizzata sul Mac. Ci sono anche nuove applicazioni che sono state importate da iPadOS tramite Mac Catalyst e una serie di altre modifiche.
Safari
La grande moda del momento è la pagina iniziale del bowser che offrono Safari, Firefox, Chrome e tutti gli altri. Da molti è utilizzata come una sorta di “punto di ingresso” ad Internet, dove aggiungere preferiti, pagine web salvate da leggere in un secondo momento e tanto altro ancora. Apple ha deciso di stare al passo coi tempi, e con una inusuale concessione alla personalizzazione, adesso è possibile impostare come sfondo della pagina iniziale di Safari una immagine a scelta. Questa funzionalità, apparentemente “leggera” è stata evidenziata anche durante il Keynote del WWDC di giugno quando è stato mostrato per la prima volta Big Sur.

Con un click su un’icona nell’angolo inferiore dello schermo si può scegliere quali elementi visualizzare nella pagina iniziale: preferiti, visitati spesso, suggerimenti di Siri, elenco lettura e la nuova funzione Resoconto sulla privacy che riassume ciò che Safari ha fatto per impedire a chiunque di rintracciarvi da un sito all’altro.

Personalmente ho una impostazione “vecchia scuola” del browser, Safari è impostato per aprirsi con la mia pagina preferita e nella barra degli strumenti ho anche aggiunto il relativo pulsante (una icona di una casetta). Ma, dal momento che non mi faccio assolutamente condizionare dalle mode, con Big Sur ho deciso che di fare della pagina iniziale di safari il mio “Stargate” per Internet.
I buoni e i cattivi
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Di default, il rapporto sulla privacy è accessibile anche nella barra degli strumenti di Safari, basta fare click sul relativo pulsante (è quello con l’icona di uno scudo nero e bianco), e una finestra a comparsa mostrerà quanti tracker contiene la pagina Web che si sta visitando. È una funzione di mera consultazione, una sorta di lavagna dove idealmente da una parte vengono scritti i cattivi, e dall’altra i buoni. Il rapporto sulla privacy elenca il numero di “tracker impediti”, ma in realtà non impedisce ai “tracker” di funzionare: evita solo che le informazioni che raccolgono possano essere utilizzate per identificare l’utente quando visita altri siti.
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Dal momento che questa funzione dovrebbe motivare i siti Web a non fare un uso disinvolto dei tracker, Apple avrebbe fatto meglio a riportare il numero dei tracciamenti individuati direttamente sull’icona.
Sfortunatamente, una delle funzionalità più interessanti, la possibilità di tradurre una pagina Web in un’altra lingua, ma è limitata a inglese, spagnolo, cinese semplificato, francese, tedesco, russo e portoghese brasiliano, quindi niente da fare per noi italiani che dovremo continuare ad usare estensioni di terze parti o usare Chrome.
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Dopo anni di rifiuti, Safari si è fatto sedurre dalle favicon che adesso appaiono anche nei pannelli oltre che a sinistra dell’indirizzo Web (il ragnetto per quanto riguarda Spider-Mac). Non so quanto abbia inciso la partenza di Jony Ive, ma fino a che è stato in Apple le favicon nei pannelli prima non erano ammesse per non “sporcare” l’interfaccia “minima” di Safari, poi è stata aggiunta una opzione per abilitarla, ed ora sono attive di default.
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Apple ha migliorato la leggibilità dei nomi dei pannelli quando se ne hanno molti aperti contemporaneamente, comprimendo il nome fino a visualizzare solo la favicon. In più, portando il cursore del mouse su un pannello appare una rapida anteprima della pagina permettendoti di vedere cosa c’è prima di fare click.
Apple ha anche annunciato il supporto l’API WebExtensions che viene utilizzata dagli sviluppatori per scrivere plug-in per altri browser, come Chrome e Firefox. Teoricamente, a breve sarà possibile sfruttare tutte le estensioni scritte per gli altri browser. Tuttavia lo sviluppatore deve apportare alcune modifiche per soddisfare gli standard di sicurezza di Apple utilizzando Xcode e poi inviare l’estensione all’App Store.
A tutto Catalyst
Due anni fa, con macOS Mojave, Apple ha iniziato la migrazione delle app per iPad al Mac con quattro applicazioni. L’anno scorso, Cupertino ha aperto la tecnologia utilizzata per rendere possibile la migrazione, Mac Catalyst, a tutti gli sviluppatori di app. I risultati dello scorso anno sono stati contrastanti. Salvo qualche eccezione, come Twitter per iOS che è migrato su Mac con successo, in linea di massima è stata una migrazione sotto tono per una serie di limiti di Catalyst, che tuttavia con Big Sur è notevolmente migliorato e forse questo permetterà finalmente una migrazione di massa delle app per iPad verso il Mac.
Sempre grazie a Catalyst, con Big Sur arrivano le versioni di iOS di Mappe e Messaggi. Nonostante la loro origine, sono delle vere applicazioni per Mac senza compromessi strani. Catalyst ora supporta più finestre, quindi è possibile far apparire una chat di Messaggi in una finestra separata senza problemi, e i selettori di data e ora non sono più ruote che girano, che stridevano con una interfaccia non touchscrenne dal momento che lo scorrimento bisognava effettuarlo in punta di cursore di mouse.

Per anni lo sviluppo di Mappe e Messaggi per iOS e Mac non è andato di pari passo, in particolare la versione di Messaggi era priva di tutte quelle funzionalità divertenti a disposizione invece su iPhone e iPad, come i coriandoli che scendono dall’alto, o l’inchiostro magico. Lo stesso vale per Mappe che era privodelle indicazioni stradali in bicicletta, e Street View. Grazie a Catalyst, Big Sur adesso offre una versione di Mappe e Messaggi con tutte le funzionalità delle rispettive edizioni per iOS.

Mac Catalyst migliorerà ulteriormente anche perché Cupertino non vuole e non può permettersi di mantenere app separate per Mac e iPad, e per gli sviluppatori sarà solo un vantaggio poter ottimizzare per Mac le proprie applicazioni iOS con Mac Catalyst. Alla fine questo sarà un enorme vantaggio per il Mac.
Varie…
Promemoria guadagna un lungo elenco di nuove funzionalità, inclusa la possibilità di assegnare elementi a persone in un elenco condiviso. Foto ha migliorato il suo strumento di ritocco grazie all’apprendimento automatico, che ha il potenziale per migliorare notevolmente questa funzione.
E se usate un portatile con Big Sur, adesso c’è un bellissimo pannello Batteria delle Preferenze di Sistema, con tanto di grafici del livello della batteria e dell’utilizzo nelle ultime 24 ore e 10 giorni (gli utenti desktop vedranno invece il classico pannello Risparmio Energetico).

Apple ha rinnovato i suoni di sistema, sia gli avvisi, sia gli altri effetti sonori. Sebbene alcuni sembrano migliori e anche più indovinati rispetto a quelli che sostituisco, altri sono semplicemente orribili tanto da rievocare i tanti odiati (da molti) suoni Platinum di Mac OS 9, ma probabilmente bisogna solo abituarsi.
Ma macOS Big Sur è importante perché è il primo ad essere compatibile con i Mac con processore Apple M1. Probabilmente ci sono funzionalità speciali di macOS che sono abilitate solo su i nuovi Mac. Vale la pena ricordare che questa non è solo una normale versione di macOS, ma la prima versione che offre compatibilità con un’architettura del processore completamente diversa.
Considerazioni finali
Se avete un Mac compatibile con Big Sur, allora siete capitati in un momento storico particolare che vale la pena vivere fin dalla prima ora, anche se probabilmente molti, comprensibilmente, preferiranno attendere oppure rimanere a Catalina o Mojave.
Big Sur fa sembrare il Mac molto diverso da quello che tutti noi conosciamo. Sono emozionato ed entusiasta proprio come vent’anni fa quando installi la beta pubblica di Mac OS X. Sono contento che Apple abbia deciso di imprimere questa svolta al Mac dopo molti anni di autocompiacimento.
Il Mac è più vivo che mai e Big Sur sembra l’inizio di una nuova fase che ridefinirà il modo in cui si utilizza il Mac e il relativo software mentre ci prepariamo per una nuova generazione di Mac con processori Apple. Se Catalina ha lasciato l’amaro in bocca a molte persone, forse Big Sur è la meritata e dolce ricompensa.
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro: interfaccia utente; Centro notifiche; Centro di controllo; widget, Messaggi, Mappe stile iPadOS; Catalyst.
Contro: alcune incoerenze nelle icone e nelle opzioni di personalizzazione del Centro di controllo.
Compatibilità: almeno MacBook 2015; MacBook Air 2013; MacBook Pro fine 2013; Mac mini 2014; iMac 2014; iMac Pro 2017; e Mac Pro 2013.
Prezzo: gratuito.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


53 commenti
È sempre bello leggere le tue recensioni.
Gli iMac 2013 non sono compatibili, mentre sui MacBook Air 2013 si può istallare? Ma come è possibile?
Sembra quasi GNOME 😆
Ciao il sistema è molto bello, lo sto provando con il MacBook Air del 2015 ed è fluidissimo.
Ma ho un problema con l’altro MacBook Pro del 2017. Ho fatto l’installazione pulita e una volta che riavvio il sistema mi esce una finestra con scritto ” Impossibile sbloccare il disco Macintosh – dati. E’ sto rilevato un problema con il disco che ne impedisce lo sblocco”. Ho provato a disattivare il File valut e rimetterlo, ma il problema continua. Devo riformattarlo?
Prova a riformattare, ed elimina il volume Dati/altro.
grazie
Ottima recensione, ora ho un buon motivo per non passare MAI a Big Sur. È un cambiamento per amore del cambiamento. Qualcuno mi dica una sola delle modifiche della GUI che possa essere utile in qualche modo. Forse il Centro di controllo. Immagino che Apple debba tenere occupati tutti i suoi ingegneri software e per questo ha partorito questo obrobbio.
Purtroppo questo ultimo anno con patch di sicurezza per Mojave ed il prossimo anno sarà lo stesso per Catalina
Quindi nel 2022 sarà meglio passare a Big Sur o successivi
Concordo pienamente!!! Infatti basta aprire il finder e capire che il mac che conoscevamo non esiste più. La gui e scopiazzata alla grande da elementary Os …. mi sembra avere iPad con schermo da 15 …. sempre + convinto di restare su mojave per motivi lavorativi ma con i nuovi m1 il giocattolo è finito. Penso che perderanno una buona fetta di utenti ed io sarò uno di quelli
Questa volta è più bella la versione chiara rispetto a quella scura.
Secondo me non c’erano validi motivi per il cambio di numerazione a macOS 11. Allora avrebbero dovuto cambiare numerazione anche quando c’è stata la transizione Intel.
Insomma, Big Sur è il primo sistema operativo compatibile con Mac dotati di processore realizzato da Apple, e anche il primo sui cui è possibile far girare nativamente le app per iPad (avendo un Mac Apple Silicon). Due novità epocali…
Ciao Stefano! Ho visto che sei riuscito a mettere itsycal vicino all’orario, come hai fatto? Sto impazzendo!
No è itsycal, è la nuova posizione dell’orologio e della data di Big Sur 😉
Grazie per la rapidissima risposta! 😀 Ma forse non sono stato molto chiaro… Io non riesco a spostare le icone di Siri e Centro di Controllo, perchè vorrei avvicinare Itsycal all’orario di Big Sur, come si vede nei tuoi screen. Come hai fatto? Io ho provato con CMD+Click su icona ma non si muovono…
Esattamente devi premere e tenere premuto ⌘ + click e trascinare, però te lo fa trascinare fino ad un certo punto verso destra.
Scusami Stefano, non ho capito bene nemmeno io. Hai visualizzato solo l’ora di sistema e hai aggiunto la data da Itsycal? Perché io ho fatto così per non rinunciare a Itsycal. L’ora non si può più rimuovere a quanto pare e nemmeno io riesco a spostare l’icona del centro di controllo. Hai suggerimenti?
Con Big Sur ho rinunciato a Itsycal perché ora c’è il widget del Calendario stile iOS 14, e impostando la dimensione media (m) da una parte mostra gli impegni, e dall’altra il calendario del mese. Guarda lo screenshot del pannello di controllo 😉
Che emozione il “riavvio”, mi mancava!!!
Sembra il computer della Chicco, bleah
No ma quelli della Chicco son più belli, É meglio che resto con il mio fantastico Windows Vista.
naaaaaaa…vista no 😉
Luca
IL mio é un commento sarcastico. Vista non andava neanche a pedate nel…
nel di dietro
….poi accendo il mio vecchio nonché glorioso mbpro 15 del 2009 con installato per questioni affettive snow Leopard, metto a confronto questo obbrobrio mi viene da piangere! Steve purtroppo non c’è più
Ehhh come darti torto ….. sembra un altra epoca
Snow Leopard anche secondo me è stato il migliore in assoluto. Ottimo anche Tiger, che introdusse tante innovazioni tra cui Spotlight.
E rispetto a prestazioni e stabilità?
Alcune applicazioni di terze parti non funzionano, c’è bisogno di un aggiornamento di compatibilità. Per quanto riguarda le prestazioni, è bello scattante e veloce anche sul MacBook 12″ Retina del 2016.
ottimo, grazie mille Stefano per la sempre utile e piacevole lettura.
Aspetterò qualche aggiornamento prima di aggiornare.
Ottima recensione, un piacere leggerla!! Secondo me, è un ottimo rinnovamento, ci voleva!! Concordo sulla grafica: bella ma con qualche incoerenza. Un esempio, come sottolineato da te, sono alcune icone che fuoriescono dalla dimensione predefinita risultando incongruenti con le altre (aggiungo garageband al tuo elenco), l’icona della batteria nell’apposita schermata dei consumi sui portatili e le icone nelle preferenze di sistema (es. notifiche -> La campanella o spotlight). Probabilmente questi aspetti verranno sistemati col tempo.
Appena avrò un momento, lo andrò a provare in App Store. Ho un Mac vecchio su cui Big Sul non gira, ma sono parecchio curioso
Grazie bella recensione. Molto utile.
Trovo la nuova interfaccia orrenda, sembra un computer per bambini. Ad ogni aggiornamento del Os Apple diminuisce le possibilità di personalizzazione. Lo stesso dicasi per l’hardware.
Fino a quando potrò, aspetterò ad aggiornare.
Poi valuterò se passare a Windows, dopo 25 anni di onorata carriera di utente Apple.
Ormai sono molte le cose che non piacciono di Apple.
Se passi a Windows, ricordati di aggiornare l’antivirus.
Ti dirò: da mesi continuo ad avere il falso aggiornamento di Adobe Flash che si monta sulla scrivania del Mac e non riesco a levarmelo di torno.
@Kalimer, non è un falso aggiornamento di Flash, ti avevo anche risposto per risolvere il problema click qui
E ancora una volta, virus per Mac non esistono.
Grazie Stefano. Mi ricordo perfettamente del tuo consiglio che ho messo in pratica.
Ma non funziona.
E allora…
Ho verificato dalle preferenze di sistema, nel pannello Adobe, se effettivamente Flash fosse da aggiornare. Risposta negativa. Dunque ne ho dedotto che il disco montato sulla scrivania fosse un falso.
Ho quindi provato a disinstallare del tutto flash.
Ma continuo a trovarmi l’immagine disco dell’aggiornamento di flash montato sulla scrivania. Dunque non arriva da Adobe.
Molti siti lo segnalano come virus.
Insomma, non me lo levo di torno e prima o poi dovrò installare un antivirus.
Al momento è una seccatura, nulla di più, perché comunque io non lo installo.
Kalimer quando verrà trovato un virus per Mac apprenderai la notizia dai telegiornali… È un problema del sistema di aggiornamento di Adobe Flash. Se non l’hai già fatto usa l’unistaller di Adobe click qui , ma prima devi reinstallare Flash.
C’è sempre un po’ di bambino dentro di Noi, anche quando siamo vecchi.
Tutto bello ma intanto la mia stampante Epson SX218 non la prende poichè mancano i driver. Epson mi risponde che devo utilizzare, per ora, quelli di Mac. Purtroppo non so come si fa.
Vai in Preferenze di Sistema/Stampante e scanner, rimuovi la stampante, e poi click su più (+) per riaggiungerla, ti dovrebbe apparire una opzione “AirPlay”, selezionala.
P.S.
Come non detto, la tua stampante non è AirPlay. Valuta se vale la pena acquistare Vuescan click qui
Neppure io sono riuscito con la Epson , ho messo i driver di tutte le stampanti Epson , li vedo l’elenco , ma non li prende , come se si bloccasse, mentre nel MacBook Pro di un anno più vecchio , funziona tutto alla perfezione. sono ritornato per questo motivo a Catalina
Ciao Stefano, complimenti per la recensione veramente fatta con il “cuore”.
Ho installato ieri Big Sur sul mio IMAC che uso in ufficio e va una meraviglia, tutto perfettamente funzionante.
Questa “notte” l’ho installato sul MacBook Pro retina 2015 ed è diventato una scheggia, si avvia in un attimo e mi ha anche ripartizionato meglio l’SSD.
XCODE si avvia in un attimo.
La grafica e le varie modifiche mi piacciono decisamente visto che ormai si uniforma il tutto con iPhone e IPad.
Ultima considerazione:
passare a windozz…..vista….no comment, stendiamo un velo pietoso.
Complimenti per l’articolo Stefano, sempre interessanti ed approfonditi in ogni aspetto: una vera guida.
E’ tempo di mandare in pensione il mio MacBook 2009, ma attendo il MacBook Pro 16” nel 2021.
A dire il vero la grafica nn mi entusiasma di Big Sur, ma come ad ogni cosa ci si fa l’abitudine.
Buon pomeriggio. Ho installato Big Sur su un iMac 27” late 2015 con 24 MB di ram. La macchina ha guadagnato in fluidità ma per l’avvio ci mette il doppio di Catalina. Novità non eclatanti ma io aggiorno comunque sempre (non riesco a resistere!).
Con 24 MEGABYTES di RAM è normale che vada un po’ lento… XD
Scherzi a parte, io credo di spegnere (in realtà riavviare) il mac solo quando ci sono aggiornamenti importanti, installazioni di app che lo richiedano o se noto comportamenti/rallentamenti anomali del sistema, cioè molto raramente, normalmente lo metto in stop in modo da averlo attivo nel giro di pochi istanti.
Ciao Stefano, con il passaggio a big Sur non riesco più a sbloccare il mio hard disk esterno WD. Mi viene detto di lanciare lo sblocco da cd che non ho mai avuto. E l’assistenza WD non copre più questo prodotto, come posso fare? Grazie.
La mia esperienza con Big Sur è totalmente negativa: MacBook Pro 15 mid 2015 16 mega ram 1 tb hd. Installata la beta il mac comincia a scaldare come un tostapane mentre la batteria si riduce a livelli pc windows, reinstallata Catalina via Time Machine tutto torna a posto. All uscita del sistema pensando fosse un problema ascrivibile alla beta rifaccio l’upgrade: stesso identico problema . Tutto gira bene ma la temperatura e l occupazione della cpu non calano anche dopo il necessario tempo concesso per l assestamento. Ho rinunciato e rimesso Catalina questa volta per tanto tanto tempo a venire. Sono anche deluso dalla raddoppiata dimensione della barra finestre più simile a Gnome e dal generale aspetto cosi caramelloso e certamente simile a iOS . Penso l utente mac non voglia un iPad con tastiera ne un iPhone a tutti i costi. No comment per pietà sui nuovi mac arm based dove non girerà più Parallels ne windows nonché nessuna gpu esterna. Sono demoralizzato da questo nuovo corso spero il mac non si estingua del tutto o perlomeno sono certo che non si estinguerà ma diventerà una sorta di iPad potenziato …che ingloriosa fine
ciao roberto, anch’io un mac 27 pollici e da quando ho installato big sur il computer ha rallentato in maniera imbarazzante, senza contare le volte che si impalla.
non so a cosa sia dovuto ma questo accade al mio mac ed anche a quello di mia moglie che il 17 pollici (non ricordo se le misure descritte sono quelle giuste), come possiamo tornare ad usare Catalina, come reinstallare questo software ???
grazie.
(grazie anche a chiunque potrà essermi d’aiuto)
Ciao Stefano,
non riesco a trovare informazioni utili, devo ancora aggiornare a Mac OS Big Sur, ho una partizione Bootcamp con Windows 10 e ho letto su alcuni forum di discussione Apple che ad alcuni sparisce la partizione dopo l’aggiornamento. Volevo sapere se altri che hanno Bootcamp succede la stessa cosa.
ho installato bnig sur e il mio macBook air 2017 si è praticamente fermato. come faccio a tornare a catalina? Non ho nessuna voglia di veder morire il mio lavoro di inedia.
Non è un problema si Big Sur, “qualcosa” è andato storto con l’installazione, può capitare.
Devi fare una installazione pulita:
– macOS Big Sur: installazione pulita utilizzando un installer avviabile
– https://spidermac9.wpcomstaging.com/2020/11/12/macos-big-sur-11-installazione-pulita-senza-unita-avviabile/
– macOS Catalina: come effettuare una installazione pulita e perché
Mi dispiace ma con questo SO preinstallato du MacBook Air con processore M1, fa veramente pena! sarò io che lo stresso, forse, ma si impalla di continuo e io ci lavoro con questa macchina, il vecchio PBook del 2009 con Snow Leopard andava meglio!!