iCloud non è più un posto sicuro per i dissidenti cinesi

In Cina, una azienda che desidera offrire un servizio cloud deve rispettare le regole del cosiddetto Grande Firewall, in altre parole la censura del Governo cinese che pretende di accedere ai dati degli utenti, anche quelli più personali.
E così, Apple per poter commercializzare l’iPhone con iCloud ha dovuto creare in Cina un server apposito, anche se ha tenuto a precisare di non condividere con il Grande Firewall le chiavi per decifrare i dati archiviati sul suo cloud.
Naturalmente, il trasferimento dei dati iCloud dagli Stati Uniti alla Cina – limitatamente agli utenti della Repubblica Popolare Cinese, fanno sapere da Cupertino – ha destato non poche preoccupazioni da parte di attivisti e associazioni che si occupano di diritti umani, che hanno il timore che le autorità di Pechino possano intercettare le comunicazioni dei dissidenti.
Altre aziende americane, come Google, Facebook, e Dropbox non hanno ceduto alle richieste del Grande Firewall, ma si è trattato di una mossa commerciale perché nessuno di questi servizi è funzionale a un dispositivo come iCloud per l’iPhone, in più come spesso accade su Internet, la censura è stata facilmente aggirata utilizzando i server proxy, mentre a Big G è bastato reindirizzare il traffico al sito di Hong Kong, Google.com.hk, non soggetta al Grande Firewall.


8 Comments
Che miseria – in ogni caso tocca ammettere che non è vero che Google non serva per i telefoni Android, svolge la stessa funzione di iCloud
Google lo puoi raggiungere in vari modi, infatti la censura è stata aggirata facilmente, mentre iCloud è pensato per funzionare con iPhone e iPad.
In Cina i telefoni Android sono integrati con i servizi controllati diretatmente dal Governo, c’è un clone di Google, Facebook & C, ma questo perchè Android è personalizzabile a differenza di iOS.
Non ci vedo nulla di strano. Apple, nonostante faccia prodotti migliori, è un’azienda come le altre. E come azienda pensa innanzitutto al profitto. Per un miliardo di potenziali clienti è normale che Apple si prostituisca con il governo cinese. Eticamente fa schifo, ma è business. Certo, suona strano per un’azienda che aveva (verbo volontariamente al passato) come motto “Think different”
Con questo ragionamento, anche noi tutti, tu compreso, ci prostituiamo per convenienza quando compriamo un prodotto realizzato in Cina. Boicottare la Cina non si può, non conviene a nessuno (sempre te compreso) quindi dobbiamo conviverci al meglio senza falsi moralismi come quello che hai appena sbandierato.
Secondo me stai mischiando discorsi differenti. Boicottare significa non comprare merce cinese e non ne vedo il motivo. Non vedo nemmeno il nesso con la “prostituzione” che implica concedere qualcosa di discutibile a chi non vorremmo in cambio di denaro. Quello che ha chiesto (e ottenuto) la Cina ad Apple è di avere accesso ai dati riservati degli utenti cinesi di iCloud con il fine di indagare, smascherare e punire (anche con la pena di morte) eventuali dissidenti del regime che hanno la sola colpa di volere la democrazia e maggiori diritti umani nel loro paese. Lo vedi un falso moralismo?
E quindi se Apple non cedeva alle richieste del Governo cinese, rinunciando così a vendere iPhone e iCloud, la democrazia si sarebbe affermata in Cina?
Il boicotaggio ad un Governo autoritario deve essere totale per avere una speranza che faccia concessioni democratiche, ma tutti noi ci prostituiamo comprando prodotti fatti in Cina perchè costano meno rispetto allo stesso prodotto fatto da operai tedeschi, ad esempio.
rimane il fatto che per me (e lo dico da appassionato da almeno 15 anni) è una pagina vergognosa per Apple, come lo sarebbe stato (o lo è) per ogni altra multinazionale (Google, Facebook, Twitter, Microsoft, ecc.)