Adobe ci riprova: Deblur in Photoshop CS7
Adobe ha pubblicato un video in cui viene mostrato il funzionamento di Shake Reduction, uno strumento che sarà disponibile con la prossima versione di Photoshop CS7.
Nel filmato, Zorana Gee, Senior Product Manager di Photoshop, spiega che il nuovo strumento consente ai fotografi di effettuare il de-blur (di correggere mosso e sfocato) di una foto scattata in condizioni di scarsa illuminazione o con una bassa velocità dell’otturatore. In realtà, nel 2011 Adobe aveva già presentato una funzione simile, salvo poi ammettere che le foto utilizzate per la dimostrazione erano state appositamente manipolate.
Gli effetti Shake Reduction si trovano nella sezione Sfocatura del menu Filtro. L’applicazione si apre come una grande finestra stile Correzione lente, oltre a una serie di controlli fine-tuning.
Per la dimostrazione è stata utilizzata una foto di una pianta, e nel video si vede che prima viene selezionata un’area su cui lavorare, quindi applicato il nuovo effetto che aumenta il dettaglio nell’immagine.
Nel corso della manifestazione Adobe Max 2013 che si svolgerà a Los Angeles tra il 4 e l’8 maggio verranno svelati ulteriori dettagli sul Photoshop CS7.


8 commenti
Francamente sono scettico, come lo ero nel 2011.
Riuscendo ad individuare la direzione precisa del mosso, da un punto di vista matematico, è perfettamente recuperabile. Però i dubbi sono tanti…
Se effettivamente funziona come mostrato nel video, da sola questa opzione vale il prezzo dell’aggiornamento, secondo me.
Spesso sono stato scettico di tante nuove tecnologie o ‘miracoli’ realizzati via software, però ricordo bene (sono vecchio) quando sono usciti i formati jpeg e mp3 che sembravano ‘impossibili’… il deblur proposto da adobe ha una spiegazione matematica come scrive FabPhoto e quindi potrebbe funzionare, mi piacerebbe invece – prima di invecchiare troppo – assistere ad un altro ‘miracolo’ che sia in grado di rendere nitide le foto sfuocate, operazione molto più conplessa del deblur di una foto mossa, e al momento ritenuto ‘assolutamente impossibile’. Chissà… staremo a veder
È vero che matematicamente è possibile, ma per “individuare la direzione precisa del mosso” occorrerebbe che la macchina fotografica avesse un giroscopio…
L’iPhone ce l’ha il giroscopio 🙂
Bisogna vedere quanto l’algoritmo sia efficace per il mosso altamente irregolare, cioè non assimilabile ad una specifica curva matematica… Se fossimo macchine con una fissata oscillazione e direzione nello spazio, si può pensare che l’algoritmo possa essere efficace, ma questa è teoria. E nella pratica?
Scetticissimo… matematicamente ricostruire delle informazioni mancanti sulla base di che cosa?? Se nella foto non c’è un modello da seguire o da replicare, questo demo non me la conta giusta… o al limite potrebbe funzionare solo in determinate condizioni (es. in cui nella stessa foto o in un’altra simile ci siano comunque le informazioni corrette a cui attingere, oppure il grado di mosso sia così basso da lasciare intravedere le grane o i tessuti sottostanti, ma questo è lo sharpen classico che hanno già tutti). Ci crederò quando lo vedrò funzionare su una foto mia, nel frattempo, forse sarebbe meglio cercare di utilizzare al meglio la macchina fotografica, cosa di cui quasi nessuno ormai si occupa più, tanto c’è la postproduzione…