Steve Jobs: “Alla fine della vita soltanto un click”

Walter Isaacson, autore della biografia ufficiale di Steve Jobs, ha concesso una intervista al Corriere della Sera durante la quale ha svelato alcune aspetti inediti del carattere del co-fondatore di Apple e confermadone altri.
Isaacson ha spiegato che Jobs ha cominciato a parlare di Dio man mano che prendevano confidenza e che la malattia riguadagnava terreno: “Cinquanta e cinquanta” – ha risposto Jobs alla domanda se credeva nell’aldilà – “A volte credo che Dio esista. A volte no. Vorrei credere nella vita ultraterrena. Ma ho il timore che alla fine ci sia solo un tasto on-off. Un click, la luce se ne va. E tu non ci sei più. Per questo non mi è mai piaciuto mettere tasti di accensione sui prodotti della Apple”.
Poi una conferma sul “caratterino” di Steve: “Quando gli portai un progetto di copertina del libro sul quale stava lavorando l’editore – spiega Isaacson al giornalista del Corriere – Con un logo della Apple e il titolo ‘iSteve’. Lui si imbestialì, disse che faceva schifo, si mise a urlare che non avrebbe più collaborato alla biografia se non avesse avuto voce in capitolo sulla veste grafica del libro. Non fu difficile accontentarlo, visto il suo grande talento per il design”. Tuttavia, quella è stata anche l’unica volta che Jobs si è infuriato con il suo biografo.
Tra le varie anticipazioni di Isaacson anche una che riguarda John Sculley, CEO di Apple a partire dal 1983, che oltre che per l’errore di valutazione di concedere a Bill Gates di copiare il sistema operativo di Apple, viene ricordato per un altro “fattaccio”, essere stato colui che osò cacciare Steve Jobs da Apple: “Un quarto di secolo dopo, Steve ha continuato a detestare Sculley e non solo come manager. Quando l’aveva scelto, aveva visto in John anche la figura paterna che nella sua vita ha sempre cercato, dopo essere stato abbandonato in fasce dai genitori naturali. Quando Sculley lo tagliò fuori visse la cosa come un doppio tradimento”.
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4 commenti
Non “tasti di accensione” ma “pulsante on/off”, nel senso che il pulsante sui prodotti Apple serve soprattutto per l’accensione e non per lo spegnimento, capìta questa scherzosa sottigliezza? 😀
Ho comprato il libro cartaceo (uscito oggi anche in Italia) e ne vale la pena, si respira Apple, e tutto quanto.
“Fece un’altra pausa e con un lieve sorriso disse: “Forse è per questo che non mi è mai piaciuto mettere pulsanti on/off sugli apparecchi Apple”.
prova a schiacciarlo a lungo il tasto ON e vedi che succede
On-off switch: interuttore.
Isaacson continued, “Then he paused for a second and he said, ‘Yeah, but sometimes I think it’s just like an on-off switch. Click and you’re gone.’ He paused again, and he said, ‘And that’s why I don’t like putting on-off switches on Apple devices.'”
In italiano:
A volte penso che sia proprio come un interuttore. Click e non ci sei piu’.
Ed e’ per questo che non mi piace [l’idea di] mettere interuttori sui prodotti (dispositivi) Apple.
Per me la differenza tra “tasto di accensione” e “pulsante on/off” ci sta tutta e devo dire che la spiegazione di Steve mi ha chiarito completamente la differenza che avevo percepito (evidentemente non fino in fondo) fin dal primo mac che ho avuto. Leggerla oggi fa ancora più effetto.