Recensione: Mac Studio M1 Max e M1 Ultra, sono i computer per gli studi professionali? Dipende…

Sorprendendo un po’ tutti, Apple ha presentato il Mac Studio, una nuova categoria di computer, qualcosa che non accadeva da decenni. Come suggerisce il nome, il Mac Studio è destinato agli studi professionali che non vogliono o non possono attrezzare ogni postazione di lavoro con un Mac Pro da almeno €6.600. Il nuovo computer offre la potenza di un Mac Pro e anche di più a seconda del modello che si sceglie, ma è proprio così, è un computer per gli studi professionali?
La risposta breve è: “dipende”.
Da quando è stato annunciato, le reazioni iniziali sono state, per usare un eufemismo, polarizzate. Alcuni utenti pensano che il nuovo computer abbia un design brillante che abbraccia le attuali tendenze nell’informatica di fascia medio-alta. Altri ritengono che sia uno schiaffo agli utenti professionisti “veri” che attendevano un mini-tower modulare, mentre invece il Mac Studio una volta acquistato non permette alcuna espansione interna.

Non sono in grado di stabilire quale punto di vista sia giusto o sbagliato perché le esigenze degli utenti professionali variano enormemente, e il Mac Studio è comunque un computer frutto di compromessi, quindi è destinato a scontentare qualcuno. Lo scopo di questa recensione è quindi spiegare cos’è il nuovo Mac Studio, cosa fa e quanto bene fa quelle cose. Sarete poi voi a decidere se il “nuovo approccio” di Apple è giusto per voi.
Due precedenti “pericolosi”

Per capire se il Mac Studio è in grado di soddisfare le esigenze della maggior parte degli utenti “esperti” è utile ripercorre brevemente l’evoluzione della linea dei computer professionali di Apple da quando Steve Jobs è tornato alla guida della sua azienda nel 1997.
Jobs impose una semplificazione della linea dei Mac, i famosi quattro quadranti con due computer portatile/desktop e consumer/professionale. Con questa strategia, furono stati spazzati via i vari tower, mini tower e pizza-box configurabili in base alle esigenze specifiche di ogni professionista.

Un tentativo di introdurre un “mini tower” è stato fatto nel 2000 con il Power Mac G4 Cube, che aveva la stessa potenza del fratello maggiore Power Mac G4, ma era così piccolo da poterlo sistemare sulla scrivania. Tuttavia il Cube non era esente da difetti, uno su tutti la poca espandibilità interna (!) limitata alla RAM e alla scheda AirPort. Il Cube è stato uno dei pochi flop di Jobs dopo il suo ritorno in Apple.

Nel 2013, Cupertino ha ritenuto che fosse venuto il momento di riprogettare la linea professionale dei suoi computer desktop, e così è nato il Mac Pro a forma di cestino, che come il Cube poteva essere posizionato sulla scrivania per le sue ridotte dimensioni e offriva una espansione interna limitata. Anche in questo caso, sono stati in pochi a comprarlo generando così una accelerazione del fenomeno degli Hackintosh, computer non-Apple facilmente espandibili su cui installare (illegalmente) macOS. Il fenomeno è diventato così popolare che ad un certo punto Nvidia ha rilasciato i driver per alcune sue schede grafiche mai usate sui Mac, ma molto diffuse sugli Hackintosh.

Dopo qualche anno Cupertino ha fatto mea culpa ammettendo l’errore e promettendo il ritorno di un Mac Pro modulare che è arrivato solo nel 2019. Nel frattempo, dovendo fornire una macchina adeguata all’utenza professionale, Apple ha deciso di promuovere l’iMac da computer consumer a professionale lanciando l’iMac Pro con i processori Xeon, e offerendo anche un iMac 27” con processori Core top di gamma.
L’iMac Pro è rimasto nei listini Apple per poco più di tre anni, durante i quali è stato aggiornato poco, tanto che l’ultimo iMac 27” 5K con Core i9 dell’agosto del 2020 era addirittura più veloce.
Come si può notare da questa rapida divagazione storica, il Mac Studio “eredita” un difetto comune del Cube e Mac Pro cilindrico: la non espandibilità interna. È anche vero che il Cube lo comprarono in pochi perchè a parità di configurazione costava di più rispetto al Power Mac che però era espandibile, mentre lo “Studio” è offerto ad un terzo dell’attuale Mac Pro, mentre con il Mac Pro 2013 gli ingegneri Apple puntarono tutto sulle mini schede grafiche quando il mercato alla fine andò esattamente nella direzione opposta.
Considerato che i nuovi Mac Studio offrono prestazioni entusiasmanti e prezzi accessibili per uno studio professionale medio, l’unico vero dubbio da sciogliere è se l’utenza professionale medio-alta è finalmente disposta ad accettare un mini-tower non espandibile. I due precedenti del “Cubo” e del “Cestino” non depongo a favore del Mac Studio, ma a Cupertino ritengono che i tempi siano invece maturi.
Prezzi e configurazioni

Il Mac Studio entry level costa €2.349, non è un prezzo troppo alto considerato che si ha un M1 Max con una CPU a 10 core e una GPU a 24 core.
Passare a una GPU a 32 core costa € 230 in più, poi il successivo upgrade è l’M1 Ultra, con una CPU a 20 core e una GPU a 48 core che costa €1.610. La GPU M1 Ultra a 64 core richiede un esborso aggiuntivo di € 2.760.
Anche le opzioni RAM non sono per i deboli di cuore. Il modello base ha 32 GB di memoria unificata, e per passare a 64GB bisogna aggiungere ben €460.
Se si hanno bisogno di 128GB di RAM unificata, bisogna passare al Mac Ultra con M1 Ultra e il costo è pari a €920 in più (ovviamente, è un po’ più economico se si inizia con il modello M1 Ultra).
Il modello base include un SSD da 512 GB, per avere 1TB si spendono €230 in più, per 2 TB occorre aggiungere €690, per 4TB il costo aggiuntivo è di €1.380 e €2.760 per 8TB.
L’unica altra differenza fondamentale tra i modelli M1 Max e M1 Ultra è che anteriormente il primo ha solo porte USB-C, e il secondo Thunderbolt 4.
Il modello da € 4.649, ha un M1 Ultra, 64GB di memoria e 1TB di SSD.
E nel caso ve lo state chiedendo, il top di gamma costa € 8.099, e bisogna aggiungere tastiera, mouse e monitor ovviamente.
Design

Esteticamente si vede che il Mac Studio non è stato realizzato da Jonny Ive. Non è sicuramente un computer pensato per essere ammirato, la praticità ha preso nettamente il sopravvento sul design, del resto le porte anteriori significano una sola cosa: disordine sulla scrivania.
Non va meglio su retro, le sei porte di connessione equivalgono ad un groviglio di fili e periferiche che la maggior parte degli utenti tenterà di nascondere sotto la scrivania alla meno peggio, un po’ come accade con il Mac mini.

Il Mac Studio è un quadrato di 19,7cm per lato, e 9,5 cm di altezza, è decisamente più piccolo del Mac Pro ma la sua compattezza si colpisce davvero solo quando si vede accanto ad uno dei suoi fratelli maggiori.
È veramente un piccolo computer date le sue capacità. Apple ha ottenuto questa riduzione delle dimensioni eliminando tutte le cose che i computer di livello professionale hanno tradizionalmente riservato allo spazio interno: più alloggiamenti per le unità di archiviazione, slot per GPU e per altre schede di espansione.

Ad eccezione di RAM e schede grafiche (i Mac Appel Silicon non supportano le eGEPU), ll Mac Studio offre quindi una espansione tutta esterna grazie a un totale di 12 porte: sul retro ci sono quattro porte Thunderbolth 4, una Ethernet 10gigabit, una porta HDMI e un Jack cuffie da 3,5 mm. Davanti ci sono 2 USB‑C (modello con M1 Max) o 2 Thunderbolt 4 (M1 Ultra) e uno slot SDXC.

Ventole
Naturalmente, non avere slot per unità di archiviazione aggiuntive, schede di espansione, slot per GPU e simili fa miracoli per le temperature interne. Ma il nuovo Mac Studio incorpora anche quello che Apple chiama “un rivoluzionario sistema termico”. In pratica quasi la metà del suo volume è occupato dal sistema di raffreddamento costituito da due ventole che sembrano girare costantemente, generando un rumore bianco che si percepisce se si lavora in un ambiente poco rumoroso.

Il rumore delle ventole è abbastanza costante, non aumenta più di tanto con i carichi di lavoro più stressanti, ma indubbiamente si percepisce. Ad esempio, il mio iMac M1 ha due ventole, ma dopo quasi un anno di utilizzo non le ho mai sentite entrare in funzione.
La base del computer contiene l’alimentatore integrato da 370 W, il fondo e il retro della macchina sono principalmente dedicati alle griglie per il deflusso d’aria generato dal raffreddamento della doppia ventola. La parte del computer reale è una sola scheda sottile inserita nel mezzo. Il dissipatore di calore sul Mac Studio M1 Max è in alluminio e in rame sul modello con M1 Ultra, che così pesa quasi un chilo in più.
Prestazioni ed efficienza energetica
Per la prima volta nella storia dell’industria dei computer, grazie ai chip Apple Silicon non è più necessario scegliere tra potenza e portabilità. Infatti, gli ultimi MacBook Air, MacBook Pro 13″, Mac mini e iMac con SoC M1 hanno tutti le stesse identiche prestazioni. Allo stesso modo il chip M1 Max installato sul Mac Studio e sui MacBook Pro 14” e 16” offre performance praticamente simili. Quindi la scelta riguarda solo quale tipo di computer è più adatto alle proprie esigenze.
Per quanto riguarda il chip M1 Ultra, Apple è riuscita a realizzare qualcosa che nessun produttore di processori è stato in grado di fare: unire due processori. In pratica si ha due di tutto: il doppio dei core CPU, il doppio dei core GPU, due controller per memoria e Thunderbolt, due acceleratori Neural Engine, e lo stesso vale perfino per i blocchi di codifica e decodifica video.
In realtà in tanti credevano che i chip Apple Silicon potessero offrire prestazioni maggiori su un computer desktop, non dovendo preoccuparsi di gestire la batteria e l’autonomia come sui portatili. Ma, l’incredibile efficienza energetica dei chip di Cupertino ha un vantaggio non di poco conto anche sui desktop: il computer non è mai caldo. Ad esempio, con il mio vecchio iMac Intel rischiavo di scottarmi toccando la parte superiore posteriore, invece l’iMac M1 rimane sempre “freddo”, e il Mac Studio M1 Ultra, nonostante l’incredibile potenza a volte diventa solo leggermente tiepido.






Prestazioni GPU, la piccola bugia di Apple
Per quanto riguarda le prestazioni GPU del Mac Studio, il grafico di Apple mostra come il nuovo computer sia in grado di battere la Nvidia RTX 3090, la scheda grafica più potente del mondo, consumando 200W in meno.

Tuttavia, Cupertino è stata criticata perché non specifica a cosa equivalgono i “Relative performance” dell’asse Y, probabilmente si tratta di test “ottimizzati” per l’M1 Ultra, ma soprattutto perché il grafico si ferma più o meno a 320W (asse X), mentre la scheda di Nvidia ha un TDP (potenza termica) di 350W, quindi la linea della 3090 dovrebbe spingersi più in alto (approssimativamente il prolungamento in rosso), ovviamente utilizzando ancora più potenza. È il caso di ricordare che la Nvidia 3090 supera in dimensioni il Mac Studio, e da sola costa €1.700 circa.
I test indipendenti che mettono a confronto le prestazioni GPU dell’M1 Ultra con quelle della RTX 3090 evidenziano che il grafico di Apple non è “completo”.
A chi è destinato il Mac Studio
Come spiegato nella recensione dei MacBook Pro 14″ M1 Pro e MacBook Pro 16” Max, si potrebbe pensare che l’M1 Max assicuri prestazioni nettamente superiori rispetto all’M1 Pro su tutta la linea. Ma, in realtà la differenza tra questi due chip è molto più sottile.
Se il vostro lavoro è principalmente legato alla capacità computazionale del processore, non c’è molta differenza tra M1 Pro e M1 Max. Ciò che fa la differenza tra l’M1 Max e l’M1 Pro sono i core della GPU e la larghezza di banda della memoria, codifica e decodifica dei media e memoria complessiva totale.
Dunque se nel vostro lavoro adoperate applicazioni che utilizzano la potenza della GPU per portare a termine più velocemente il lavoro, allora quello che fa per voi è il Mac Studio Max.

Sia l’M1 Pro, sia l’M1 Max offrono alcuni strumenti speciali per i professionisti dei media, inclusa la codifica dei media dedicati e lo spazio di decodifica su chip. Ma, se utilizzate il codec ProRes di Apple, ancora una volta il computer per voi e il Mac Studio perché, mentre l’M1 Pro ha un elemento progettato su misura per la codifica e la decodifica ProRes, che lo rende un impressionante “processore ProRes” a sé stante, l’M1 Max ne ha due di questi elementi, e anche in un’operazione banale come un’esportazione con Final Cut Pro i vantaggi dell’M1 Max sono evidenti grazie ai core GPU, e ai due elementi ProRes.
Come anticipato, l’M1 Ultra ha due di tutto e quindi un Mac Studio equipaggiato con questo chip è destinato agli studi professionali con carichi di lavoro enormi di Final Cut, Logic Pro e Xcode, e la produttività, cioè la possibilità di portare termine il lavoro in meno tempo, è fondamentale.
Considerazioni finali
Con l’arrivo del Mac Studio è uscito di scena l’iMac 27”, quindi chi voleva un iMac con un display di grandi dimensioni si dovrà accontentare dell’iMac 24” M1 oppure dovrà prendere in considerazione l’acquisto del Mac Studio M1 Max, magari abbinandolo allo Studio Display, spendendo però così oltre €1.000 in più rispetto al top di gamma iMac 27” Intel Core i9 (€3.200 circa) appena uscito dai listini Apple.
Tuttavia, dal momento che l’M1 Max è specificatamente ottimizzato per Final Cut, Logic Pro, e X-Code e altre applicazioni “ad alta intensità”, chi non le usa si troverà con un processore sovradimensionato (l’ideale sarebbe un iMac 24” M1 Pro o un Mac mini M1 Pro che però Apple non sembra intenzionata a proporre).

Chi invece aveva acquistato l’iMac Pro Xeon da €5.500 per usarlo con Final Cut & C, probabilmente con il Mac Studio M1 Max e lo Studio Display vedrà coronato un sogno durato decenni, spendendo praticamente meno (in totale circa €4.500 aggiungendo anche il Display Studio, mouse e tastiera) per una macchina che però offre prestazioni superiori, e con la possibilità in futuro di poter cambiare eventualmente il monitor o tenere quest’ultimo e prendere un nuovo Mac.
Tuttavia c’è da considerare se non valga la pena acquistare il MacBook 14” M1 Max CPU 10-Core, GPU 24-core che ha lo stesso chip del Mac Studio entry level, e garantisce praticamente quasi le stesse prestazioni, si spendono €1.000 in più ma si ha anche un portatile,
Un po’ più complicato è ragionare sul Mac Studio M1 Ultra perchè nessuno sa come sarà il futuro Mac Pro. Per quello che si è visto fino adesso con la transizione Apple Silicon, il prossimo Mac Pro dovrebbe perdere la possibilità di espandere RAM e GPU dopo l’acquisto, e offrire opzioni interne solo per l’archiviazione e qualche scheda di espansione. Chi non ne ha bisogno oppure accetta l’idea dell’espansione esterna limitata), allora il Mac Studio M1 Ultra è l’ideale e costa anche circa €2.000 in meno (dando per scontato che il nuovo Mac Pro sarà offerto allo stesso prezzo del modello che va sostituire ed utilizzerà l’M1 Ultra).

Tuttavia, a chi sta meditando di acquistare il Mac Studio M1 Ultra conviene armarsi di un po’ di pazienza e attendere il WWDC di giugno, durante il quale si alzerà il sipario sul nuovo Mac Pro, perché magari dal cilindro magico di Tim Cook uscirà un modello modulare come il Mac Pro Intel che va sostituire, e quindi potrebbe valere i €2.000 in più del suo prezzo, del resto un computer espandibile è molto più longevo.
Mac Studio Ultra M1 Max
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro prestazioni superiori a qualsiasi iMac e Mac mini, in alcuni casi anche a quelle del Mac Pro; supporto per cinque display esterni; numerose porte sul retro; porte sul davanti; eccezionale efficienza energetica; tutto sommato silenzioso.
Contro: design; inevitabilmente genera il caos sulla scrivania; nessuna espansione interna; mouse, tastiera e monitor non inclusi.
Prezzo: da €2.349, disponibile su Apple Store.
Produttore: Apple.
Mac Studio Ultra M1 Ultra
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro: tutti i vantaggi dell’Ultra M1 Max, in più è in grado di sostituire il Mac Pro ad un prezzo decisamente inferiore.
Contro: tutti i vantaggi dell’Ultra M1 Max, in più ha il doppio di CPU e GPU, costa il doppio, ma non sempre offre il doppio delle prestazioni.
Prezzo: da €4.649, disponibile su Apple Store.
Produttore: Apple.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


26 commenti
Complimenti per la recensione, l’ho letta tutta d’un fiato. Una domandina: nelle recensioni americane il Mac Studio non viene considerato rumoroso, la ventola non entra quasi mai in funzione. Come mai questa differenza?
Il Mac Studio non si può dire che sia rumoroso, non è certo come il Power Mac G4 “Windtunnel”, però le ventole sono sempre in funzione, anche ad attività zero. È un rumore che si percepisce se l’ambiente è particolarmente silenzioso.
Due ventole sempre in funzione… Qualcosa mi dice che non vederemo mai l’M1 Ultra su un MacBook…
Ho un Ultra 64/64/4TB e, pure in stanza totalmente silenziosa, io non sento assolutamente nulla. Mai avuto in computer potente così silenzioso in vita mia (eccetto… l’iPad, ovviamente:)))). Uno spettacolo, potente e parsimonioso, molto, con la corrente elettrica… che ora costa pure non poco…
Posso capire l’l’impossibilità di aggiornare la RAM per l’architettura attuale, ma la mancanza di supporto per lo storage di terze parti è molto difficile da giustificare su un dispositivo così costoso. Sì, so che Apple vuole vendermi il suo spazio di archiviazione, ma dai ragazzi. Sta diventando un po’ ridicolo.
Ci sono 4 porte Thunderbolt 4, puoi comprare tutto lo spazio d’archiviazione di terze parti che desideri, e la velocità è al top.
…e in più hai già la scheda 10GbE integrata… tanto che sto cambiando NAS e switch per gestire dischi ssd in rete a 10Gbps… altro che limitato!
E non parliamo della velocità, stratosferica, degli SSD interni: la qualità si paga, ma è davvero al top!
Io lo trovo elegante il Mac Studio.
È legante fino a quando non cominci a collegarci le periferiche. Secondo me avrebbero dovuto farlo che si poterva aprire e aggiungere almeno lo storage, e qualche scheda di espansione.
Bella recensione
Grazie per la bella recensione…si sa se il Jack cuffie permette anche l’uso di cavo digitale ottico come i vecchi imac?
Niente da fare, oramai sono anni che Apple non offre più una uscita digitale ottica sui Mac, non c’è neppure sul costosissimo Mac Pro 2019.
Quando ho comprato il mio Mac Pro 2019 avevo bisogno di un’uscita digitale ottica e ho acquistato un adattatore da USB a SPDIF. Funziona senza la necessità di driver e fornisce esattamente le stesse funzionalità dell’SPDIF integrato (come l’audio multicanale da supporti).
Ho comprato questo, che posso garantire funziona con Mac (l’ho provato anche con un MacBook Pro M1): InLine Convertitore audio da USB HD Hi-Fi a Digital Coax/Toslink/I2S
Grazie!
Visto che ci sono portatili con M1 e portatili con M1 pro, mentre sia il Mac mini che l’iMac attualmente esistono solo in versione M1 e che il Mac Studio non prevede l’M1 pro ma solo le versioni Max e Ultra, mi auguro che esca un qualche modello intermedio. Dato che Apple non sembra intenzionata a proporre un iMac 27″ con M1 pro, allora forse sarebbe meglio un Mac mini “pro”.
Il fatto che in listino ci sia ancotra il Mac mini grigio siderale Intel fa sperare che a breve sarà sostituito con un Mac mini M1 Pro.
Secondo voi bisogna mettersi l’anima in pace per l’iMac 27″, non lo farnno più? Il 24″ mi sta “stretto”.
Un minimo di espandibilità la dovevano garantire. Facendo il case un po’ più grande, anche il doppio in larghezza, e mettevano almeno un paio di slot per l’espansione.
la recensione è davvero bella, ma io mi aspetto una semplificazione maggiore della linea dei computer apple…al momento c’è ancora molta confusione e lo denota i confronti che ha fatto stefano sul tipo di scelta che l’utente deve fare su quale modello prendere.
Stefano farai anche una recensione più approfondita dello Studio Display? Grazie in anticipo
Sì, è in programma per domani.
Sto ancora cercando di decidere se spendere o meno mille € in più per il 64 core GPU invece del 48. Tendo a tenere le macchine per almeno 5 anni (o più) e le voglio “a prova di futuro” il più possibile. Certo, so che probabilmente ci sarà un M2 “Ultra” o M3 o M4 o M5 nei prossimi 5 anni, ma lo “studio” è il Mac che ho sempre desiderato. Il mio attuale iMac Pro del 2017 era un compromesso poiché l’unica cosa disponibile all’epoca era il Mac “cestino”, ed era ormai obsoleto. il Mac Studio è 2 volte e mezza più veloce del mio iMac Pro nei test della CPU multi-core. Tuttavia, è significativamente più lento nelle prestazioni della GPU rispetto alla mia eGPU AMD RX 6900 XT.
C’è una cosa che non capisco, durante l’evento Apple ha detto che questo è un computer modulare. Ma cosa intendeva? Le eGPU non sono supportate, la RAM non si può espandere, si può solo collegare qualche dispositivo o scheda Thunderbolt/USB-C, ma non è sicuramente questo il concetto di computer modulare.
Ciao! Ma quindi per un architetto che lavora modelli 3d, anche grandi, con Archicad 26, e che spesso renderizza col motore cinema4d da archicad… Quale configurazione consiglieresti? Un max leggermente “pimpato“ per RAM e, magari, core… Oppure un ultra “entry level“?
Il Max va più che bene.
Ciao, ottima recensione come sempre, grazie Stefano… Aiutami/aiutatemi perché ho un super dubbio:
Al momento posseggo un IMAC 27 5K I7 con 32Gb di ram (late 2015) che ho messo in venduta perché tematiche di spazio/logistiche sulla scrivania (causa smart working con PC aziendale obbligatorio per le attività da svolgere).. un Mini o un Mac studio mi permettono di condividere il monitor del PC “lavoro” ottimizzando gli spazi e rendendo felice la mia compagna… 😉
a parte questo: il MAC STUDIO MAX in versione base mi ispira tantissimo in sostituzione all’IMAC attuale; premetto che non ho mai avuto problemi di performance, faccio foto ritocco o qualche montaggio video amatoriale per passione ma nulla di sofisticato… mi basterebbe un mini PRO ? mi pare pero’ che potenzialmente sia meno performante del mio attuale IMAC o sbaglio? la non espansibilità potrebbe creare problemi in futuro… meglio un mac studio? pero’ sono circa 1000 euro di differenza, anche se parliamo di performance decisamente superiori… HELP!