Social network: come farsi tanti amici e conservarli tutti
I social network (o reti sociali) come Facebook occupano sempre più il tempo libero a nostra disposizione e hanno rovesciato come un guanto molte regole di comportamento. Gli amici che abbiamo online potrebbero essere diversi da quelli che sono offline e molti possono non essere esattamente chi dicono di essere. Noi compresi. Come rapportarsi con uno sconosciuto su Internet, comportarsi di fronte a un invito non richiesto oppure trasformare gli amici virtuali in amici veri sono probabilmente un sapere che i nostri genitori non ci hanno mai insegnato. Ecco come gli esperti di galateo online si comporterebbero in situazioni tipiche di Facebook, LinkedIn e Twitter.
1. Invito online solo persone che conosco bene e al massimo persone che loro conoscono bene. Occasionalmente invito anche sconosciuti totali che hanno un profilo interessante. Faccio qualcosa di sbagliato?

Essere troppo aggressivi nel farsi nuovi amici è il più comune passo falso dentro le reti sociali, per quanto esse siano nate proprio per facilitare nuove connessioni tra persone. Sui social network normalmente è lecito approcciare una persona altrimenti sconosciuta, proprio per capire se vale la pena di conoscerla. Altrimenti sarebbe impossibile creare, appunto, reti. Però dipende dalla rete. Fare friending (andare a caccia di nuovi amici) con sconosciuti su un social network con funzioni di geolocalizzazione, che consente di individuare anche la posizione geografica di un iscritto, è meno accorto che farlo su Twitter, che non rivela i luoghi di provenienza degli iscritti.
Facebook e LinkedIn suggeriscono automaticamente persone che potremmo conoscere sulla base di chi si trova già nella nostra rete. In generale dovremmo avere già un qualche filo conduttore che ci lega alla persona che vogliamo conoscere – anche solo l’essere amico di un amico – e una ragione sensata per cercare il contatto.
2. Sono una persona onesta e scrupolosa, ma il mio profilo online diciamo che è un po’ abbellito. Devo essere totalmente onesto nel descrivermi?
Tutto sta nella definizione di “totalmente”. Un pizzico di abbellimento può andare bene, purché non ci si allontani troppo dalla verità. Barare nel profilo è mettere a rischio la reputazione. La soluzione migliore è essere onesti – pubblicare una foto vera invece di una che fa somigliare a Brad Pitt o Angelina Jolie – ma selettivi rispetto alle informazioni divulgate. Per esempio, Facebook richiede la data del compleanno, ma permette di tenerla segreta. Avere trentasette anni e dichiararsi “trentaqualcosa” va bene; dichiararsi “ventiqualcosa” no. Chi inizia a mentire sull’età, sul denaro, sul peso, prima o poi trova qualcuno che lo sbugiarda e finisce per fare la figura dello stupido.
3. Ricevo richieste di amicizia da persone per evitare le quali ho preso casa in un’altra città. Come declinare questi inviti con tatto e decisione?
La prima regola delle reti sociali è che non è mai obbligatorio dire sì. È perfettamente lecito rispondere no grazie, o anche non rispondere. Questo comportamento può essere considerato inappropriato nel mondo reale, ma online è accettabilissimo. Naturalmente, se poi ci troviamo davanti a quella persona in coda per il cinema o alla rimpatriata degli ex colleghi ci toccherà dare qualche spiegazione. Se ci chiedono conto del loro invito, possiamo spiegare che dopo un entusiasmo iniziale abbiamo iniziato a trascurare Facebook. È solo un esempio di una risposta che non urta nessuno e al tempo stesso tutela il nostro diritto di diniego. Un sistema più subdolo di evitare inviti non richiesti è accettare l’offerta e poi silenziosamente disattivare il contatto qualche giorno dopo. Non partiranno notifiche ma spariremo comunque dall’elenco amici di quella persona. Se se ne accorge e chiede spiegazioni, fingiamo stupore e spieghiamo che non c’entriamo niente. Dopotutto, se qualcuno segue con tanta meticolosità la propria lista di amici, probabilmente non è il caso di essere suoi amici.
4. Uso Facebook dai tempi della scuola e ho un sacco di amici. Ho anche pubblicato molte foto personali. Adesso lavoro e i miei colleghi vogliono entrare nel mio network. Ma non voglio che il mio capo veda le foto della sbronza di Capodanno. Come faccio a impedirlo?

Un modo di evitare il conflitto tra l’immagine personale e quella professionale è usare una rete sociale per professionisti come LinkedIn per i contatti di lavoro e una rete più disinvolta, come Facebook, per i contatti personali. Se le due reti si mischiano e i nostri colleghi sono anche i nostri amici, oppure capita di avere contatti professionali dentro Facebook e personali dentro LinkedIn, su Facebook esiste una applicazione, Professional Profile, che trasferisce contatti da LinkedIn a Facebook. LinkedIn non dispone di strumenti così, ma possiamo ugualmente aggiungere amici al network professionale importando i loro nomi da un servizio di posta elettronica online, come Gmail, oppure esportarli come gruppo dalla Rubrica Indirizzi di Mac OS X e poi caricare i file VCF risultanti su LinkedIn. Al termine dell’operazione possiamo cancellarli da Facebook. Un’altra opzione consiste nel selezionare chi può vedere le foto, funzione che in Facebook si trova nella parte di configurazione del nostro profilo.
5. Ho account su Facebook, MySpace, LinkedIn, Friendster, Flickr, Twitter, Badoo, Orkut, Naymz e ho appena iniziato su Plurking e Powncing. Dormo tre ore per notte e però i miei amici virtuali mi considerano maleducato perché non tengo il ritmo dei loro messaggi. Aiuto!
Servizi come Friendfeed possono aiutare a tenere sotto controllo più reti sociali in una volta sola, ma la verità è che dovremmo tenere sotto controllo noi stessi e non ci stiamo riuscendo. Un uso sbagliato dei social network fa perdere molto tempo e anche la percezione corretta dei nostri rapporti interpersonali. Possiamo veramente permetterci di passare molte ore al giorno a corrispondere con persone di cui al massimo conosciamo un nickname? Spesso la risposta è no. Ci sono relazioni e amicizie più importanti delle altre, che meritano più attenzione. Ricalibriamo la nostra vita sociale, online e offline, e impariamo a saper dire no quando è giusto farlo.






