Ha ragione Steve Jobs: gli smartphone Android tracciano l’utente

Steve Jobs nel rispondere via e-mail ad un utente americano preoccupato per la questione dei dati sulla posizione dell’utente memorizzati dall’iPhone, ha commentato che Apple non traccia nessuno, a differenza dei telefoni Android. La risposta per certi versi sibillina del numero uno di Apple, viene spiegata da un articolo pubblicato dall’autorevole Wall Street Journal: Android, il sistema operativo di Google per smartphone, raccoglie i dati dell’utente e li invia alla banca dati del colosso di Mountain View. Dati che includono la posizione GPS, gli hotspot Wi-Fi a cui il telefono cellulare si è collegato, e il numero identificativo del dispositivo. A differenza di quello che fa Android di Google, iOS di Apple non invia i dati che raccoglie a nessuno.
Durante l’impostazione iniziale di un telefono Android, appare un messaggio che chiede quali servizi di localizzazione si desidera utilizzare.
Se è stato selezionato “off”, allora il telefono monitora tutti gli spostamenti. Nulla di preoccupante, perchè Google non utilizza i dati per loschi fini, “semplicemente” le informazioni raccolte servono per far apparire annunci mirati in base alla posizione geografica dell’utente. In questo modo quando si esegue una ricerca di una “pizzeria”, il risultato delle ricerche non mostreranno gli annunci pubblicitari di Roma quando si è a Napoli.
Se avete uno smartphone Android e non desiderate che Google sappia dove vi trovate, è sempre possibile andare nel menu impostazioni e sotto “Localizzazioni” deselezionare la casella accanto alla voce “Servizi di localizzazione di Google”.







Applausi a Google…
C’era da aspettarselo da un’azienda che vive di sola pubblicità…
Chiunque usa una rete mobile viene tracciato, per il semplice fatto che ogni utilizzo deve essere calcolato ed eventualmente fatturato. Tutto questo scalpore per una cosa che fanno tutti, solo per poter “spremere” Apple con delle class-action o querele.
Che tristezza.